[:it]La Sede[:en]Palazzetto Mattei[:]

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La Società Geografica Italiana onlus ha sede nel cinquecentesco Palazzetto Mattei, in villa Celimontana (via della Navicella, 12), di grande prestigio storico-artistico (vedi descrizione sotto). Nella sede della Società, oltre a essere conservate le ricchezze archivistiche, vengono organizzate le principali attività culturali, formative e scientifiche organizzate dalla SGI stessa.  Ospita inoltre mostre, presentazioni editoriali, convegni ed eventi che siano in linea con le finalità statutarie.

» La sede dispone di una Sala lettura, dove oltre alla consueta attività della Biblioteca, vengono organizzate presentazione di libri e altre attività culturali.

» La Sala Convegni “Giuseppe Dalla Vedova” può ospitare fino a 100 persone, dispone di un impianto audio-video, di climatizzazione e di connessione wi-fi per permettere la realizzazione di iniziative a vario livello.

» La Sala Didattica è utilizzata per le attività formative, quali Corsi e Master. Può ospitare fino a 30 persone, dispone di postazioni pc, videoproiettore e di tutti i materiali per favorire la massima interazione tra docenti e studenti.

» Le altre Sale della Società vengono anche utilizzate per l’allestimento di esposizioni storico-artistiche, mostre fotografiche ed incontri istituzionali.

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La Storia

La Società Geografica Italiana fondata a Firenze nel 1867, si trasferisce a Roma nel 1872, dove dal 1924 ha sede in un edificio cinquecentesco, il Palazzetto Mattei, all’interno di Villa Celimontana. Situata sulle alture del Colle Celio, la villa affaccia sul Semenzaio di S. Sisto ed è confinante con il Parco di S. Gregorio al Celio. Fin dall’antichità il Celio è stato oggetto di particolare interesse in quanto ricco di una rigogliosa vegetazione, tanto da essere denominato mons querquetulanus (monte delle querce), e di abbondanti acque sorgive.
Fu il duca Ciriaco Mattei, nel XVI secolo, a trasformare quella che era una vigna in un vero e proprio parco. I lavori realizzati nella villa da Ciriaco Mattei furono completati nel 1597 con l’inserimento di manufatti, fontane e arredi scultorei, grazie all’intervento di Giovanni e Domenico Fontana. A partire dal 1600 Villa Celimontana venne destinata alla refezione durante il pellegrinaggio giubilare delle Sette Chiese. Nell’Ottocento il parco assunse le forme del giardino all’inglese. Nella villa si trovavano anche tre giardini segreti con sculture antiche, fontane e aranci amari, il Ninfeo sotterraneo detto dell’Uccelliera e un obelisco egiziano di Ramsete II, donato a Ciriaco Mattei dai magistrati capitolini nel 1582, come riconoscimento dei suoi meriti.
Alla morte di Ciriaco Mattei, la proprietà fu ereditata dal figlio Gian Battista che trasformò il palazzetto da sede della collezione a residenza privata e ampliò la superficie dei giardini con l’acquisto di terreni limitrofi. I lavori vennero affidati all’architetto Francesco Peparelli che li concluse nel 1623. Risalgono a questo periodo gli affreschi presenti nelle sale della Biblioteca:

» nella Sala del Mosaico la volta affrescata da Andrea Lilli nel 1621 rappresenta al centro la Primavera che riceve il vaso da Apollo-Sole alla presenza di Giunone ai lati sono posti l’Autunno e la Primavera; il pavimento è straordinariamente arricchito da un mosaico romano risalente al III secolo d.C., rinvenuto nell’area antistante all’edificio e inserito durante i restauri ottocenteschi.

» nella Sala del Consiglio, intitolata a Cristoforo Negri, l’affresco attribuibile a Pietro Sigismondi rappresenta Abigail accompagnata da cinque ragazze e da messi di Davide per diventare sua sposa;

» nella Sala di Lettura “Elio Migliorini”, la tela attribuita ad Andrea Sacchi (1621), raffigura Dalila in procinto di tagliare i capelli a Sansone;

» nella Sala C, l’affresco attribuito a Orazio Monaldi (1621) rappresenta la disputa tra Apollo e Marsia, ovvero, la disputa accademica tra il Dio e l’uomo;

» nella Sala L, l’affresco attribuito a Orazio Zecca (1621) rappresenta il ratto di Proserpina: Plutone, sceso dal carro, in atto di rapire Proserpina intenta a cogliere fiori, mentre Diana con l’arco e la mezza luna e Minerva armata di lancia si scagliano contro il gruppo. A destra, in cielo il fulmine di Giove, favorevole al ratto mentre Venere guarda la scena compiaciuta. Quest’opera risente dell’influenza della scuola del Cavalier d’Arpino.
Sacro, profano, natura e mitologia: elementi presenti delle pitture e negli arredi del palazzetto. Personaggio centrale nelle raffigurazioni sono le donne esaltate sia per le loro virtù, sia per le doti di bellezza e abilità. Convivono elementi propri del mondo classico romano (celebrazione di Ciriaco Ercole e Cesare attuata nella sistemazione cinquecentesca della villa) e il tema moralizzante legato alla Controriforma del Seicento. I pittori che parteciparono all’arricchimento degli arredi del palazzetto provenivano dall’Accademia di San Luca, ambiente classicistico per eccellenza della cultura romana seicentesca.
Dopo i Mattei, la villa cambiò più volte proprietario. Dopo la Prima Guerra Mondiale, essendo la villa di proprietà degli Hoffmann (famiglia di nazionalità tedesca) fu incamerata dallo Stato italiano come bene ex nemico e confiscata. Dal 1925 la villa (giardino e parco) fu ceduta al Comune di Roma, mentre il Palazzetto, dal 1924, venne destinato a divenire la sede della Società Geografica Italiana che in cambio si impegnò a far eseguire lavori di restauro e di adattamento.

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The Italian Geographical Society has its home in the 16th century Palazzetto Mattei at Villa Celimontana, (via della Navicella 12, Rome, Italy). In this prestigeous building the Society keeps a rich cultural heritage and organizes its scientific, cultural and educational activities. The Palazzetto hosts exhibits, book presentations, conferences and events related to its institutional vocation.

The Library reading room is located on the ground-floor of the building. It is used for regular library service, book presentations and other cultural activities as well.

The main public space of Palazzetto Mattei is the “Giuseppe Dalla Vedova”  Conference Room (first floor), with a capacity of 100 people. It is fitted with air conditioning, wi-fi and audio-video systems. Events are also broadcasted in streaming on the Internet.

Educational activities and courses are held in the “Didactics Room” (second floor). It can host up to 30 students with individual desktop PC, a PC for the instructor, video-projector and audio system. Other teaching supplies are also available in order to facilitate the interaction between the instructor and the students.

Other rooms in the building are available for exhibits, events and meetings.

 

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History

The Italian Geographical Society was established in Florence in year 1867. It moved to Rome in 1872, as the city had become the new Capital of the Regno d’Italia. Since 1924 it was assigned a new location in the 16th century Palazzetto Mattei, at the centre of Villa Celimontana. The Villa lays the top of the Celio hill, facing the Semenzaio di S. Sisto and bordering the San Gregorio al Celio park. From Antiquity, the Celio was an object of particular interest due to its rich vegetation, which earned it the name of mons querquetulanus (oakes hill), and due to abundant springs of water.

Duke Ciriaco Mattei, in the 16th century, turned what was then a vineyeard into a real park. Works begun by Ciriaco Mattei were completed in 1597 by the addition of buildings, fountains and sculptures by Giovanni and Domenico Fontana. Since 1600, Villa Celimontana became a site of refection during the so called “Sette Chiese” jubilee pilgrimage.

In the 1800s the park evolved towards an English garden configuration. In the Villa there were also three secret gardens with ancient sculptures, fountains and orange trees; an underground nymphaeum, so called “dell’Uccelliera”. An Egyptian obelisk dating back to the age of Pharaoh Ramses II was donated to Ciriaco Mattei by the Capitoline Magistrates in 1582, as an award for his merits.

When Ciriaco died the property was inherited by his son Gian Battista who turned the Palazzetto, at the centre of the Villa, from a repository of private collections into his residency. He also expanded the garden area by purchasing adjacent fields. The work was assigned to architect Francesco Peparelli and were completed in 1623. The frescoes painted in the library rooms date to this year.

» In the Sala del Mosaico (“Mosaic Room”) the paintings are by Andrea Lilli (1621). The fresco in the ceiling shows a personification of Spring in the centre, receiving a vase by Apollo-Sun in the presence of Juno. On the two opposite walls there are two figures representing the Autumn and the Spring respectively. The floor includes a Roman mosaic dating back to the 3rd century C.E. It was discovered in the area in front of the Palazzetto and it was added during restoration works in the 1800s.

» The Sala del Consiglio (“Council Room”), entitled to Cristofoto Negri, first President of the Italian Geographical Society, there is a fresco presumably by Pietro Sigismondi. It shows Abigail accompanied by five young women and by messengers from David, going to become his wife.

» The Sala di Lettura (Reading Room) “Elio Migliorini” features a painting attributed to Andrea Sacchi (1621). It shows Dalilah as it was about to cut Sanson’s hair.

» In the so called “C-Room” a fresco is attributed to Orazio Monaldi (1621). It shows Apollo and Marsia debating; it was also interpreted as an academic disputation between God and man.

» In the so called “L-Room” a fresco presumably by Orazio Zecca (1621) shows Proserpina being kidnapped by Pluto. The God appears to have just left his chariot and he is about to capture Proserpina while she is collecting flowers. Diana, with her arc and Menerva holding a spear are scrambling towards the group. On the right, a lightning can be seen from the sky, as Juppiter is in favor of Proserpina’s capture; Venus, meanwhile, observes the scene. This work of art shows some influence by the Cavalier d’Arpino’s school.

Sacred, profane, nature and mythology. There elements can be found in the paintings of the Palazzetto.

Main characters in those images are women, exhalted for both their virtues and for their beauty and skills. Elements from Roman classicity (such is in the celebration of Ciraco as Hercules and Caesar in the 16th century re-organization of the Villa) and the moral themes drawn from the Catholic Reform in the 17th century.

The painters who worked at the Palazzetto were from the Accademia di San Luca, a most classicist artistic environment in Rome during the 17th-century.

After the Mattei family, the Villa was handed over several proprietors. After World War I, since the owners of the Villa were the Hoffmans, a family of German extraction, the Italian State seized the property. In 1925 the Villa (with its garden and park) was given to the city of Rome, while since 1924 the Palazzetto became the house of the Italian Geographical Society. The Society, in turn, took over the responsibility of restoring the building and to adapting it for its new purposes.

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